Piccola guida ai 10 film da non perdere del Torino Film Festival 2018

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Piccola guida ai 10 film da non perdere del Torino Film Festival 2018

Il Torino Film Festival è uno di quegli eventi segnato in rosso sul calendario, sempre che qualcuno usi ancora la carta, anno dopo anno. Non solo dai piemontesi, ma anche da molti cinefili di ogni latitudine che sfidano il freddo, la pioggia e qualche scivolata sulle rotaie dei tram per immergersi in una settimana e un giorno di visioni. Un evento di cui ci si fida, come quando si è invitati a cena da qualcuno che sa muoversi fra i fornelli e non ci si domanda troppo cosa si mangerà, sapendo che sarà di ottimo gusto. Volendo proseguire con questa metafora culinaria, poi, la città sabauda regala mille opportunità di soste gourmet fra una proiezione e l’altra: da un bicerin in piedi in uno degli storici bar sotto ai portici a una cena bella comoda, seduta, e probabilmente conclusa in ginocchio, fra ravioli del plin, barolo e bolliti.

A Torino si percepisce la passione per il cinema, all’ombra, o più in tono climatico ai piedi del museo dedicato alla Settima arte nella Mole Antonelliana. Una passione che contagia tutti, anche gli addetti ai lavori, giornalisti e critici inclusi, che passano sopra a qualche debolezza organizzativa e riscoprono il senso giocoso ed entusiasta della loro professione, che si discosta di parecchio dallo scavo in miniera. Quegli stessi giornalisti che spesso si avvicinano ai festival con l’entusiasmo di Will Coyote a fine puntata. Altrove, per esempio nello Stato Pontificio, regna un clima da coprifuoco alle idi di marzo, mentre a Torino migliaia di persone difenderebbero occhiali in resta la libertà della manifestazione di selezionare in giro per il mondo un menù sempre all’altezza; anno più, anno meno.

Quale miglior film per aprire questa 36° edizione, allora, che The Front Runner di Jason Reitman. Un film e un regista indipendenti e liberal nell’anima, senza pesanti moralismi di maniera, un po’ alla sabauda. Ma vediamo insieme 10 titoli che vi consigliamo di segnare in rosso sul programma del festival, proprio quello in cui Rita Hayworth spicca il volo con un sorriso, per discuterne poi in pace o in guerra insieme ad altri simili; la specie rara dei cinefili.

The Front Runner di Jason Reitman - sabato 24 novembre alle 14.30 - Cinema Reposi 3

Prima di tutto il film d’apertura, per chi scrive uno dei migliori dell'anno, che segna il ritorno in ottima forma - non che l’abbia persa del tutto in passato - di Jason Reitman, che confeziona un film politico profondamente liberal in cui si respira l’impegno del cinema anni ’70, mettendo in evidenza la parabola ormai dimenticata di un politico che avrebbe dovuto diventare presidente degli Stati Uniti, democratico, al posto di George Bush, anno domini 1988. Nel farlo racconta il momento cruciale in cui, alla fine dell’era reaganiana e della guerra fredda, si perse la complessità del dibattito politico (e giornalistico), portando in primo piano non più i programmi, ma la figura privata oltre che pubblica dell’uomo. Il tutto dopo il peccato originale dell’elezione di un ex attore come Reagan al soglio presidenziale. Ottima performance per Hugh Jackman.

Wildlife di Paul Dano - sabato 24 novembre alle 19.30 - Cinema Reposi 3

Paul Dano è uno dei più amati ed eclettici attori del nuovo cinema indipendente. In Wildlife esordisce alla regia adattando un romanzo di Richard Ford con una sceneggiatura scritta insieme alla compagna Zoe Kazan, giù autrice del delizioso Ruby Sparks. Il ritratto di una famiglia in crisi in una piccola realtà del Montana al confine col Canada durante gli anni ’60, con protagonista un adolescente e una coppia di genitori come Carey Mulligan e Jake Gyllenhaal. Grandi consensi ovunque sia strato presentato, dal Sundance a Cannes a Toronto. Siamo convinti che anche il pubblico torinesi amerà questo esordio, presentato nel concorso Torino 36.

Papi Chulo di John Butler - domenica 25 novembre alle 14.30 - Cinema Massimo 1

Sorpresa comica dello scorso Toronto Film Festival, racconta l’esilarante storia d’amicizia fra il conduttore gay delle previsioni del tempo in una televisione di Los Angeles e un operaio cubano cinquantenne che gli risistema il terrazzo. Incomprensioni linguistiche che si tramutano in riflessioni tutt’altro che banali sulla convivenza e l’immigrazione. Primo film USA per l’irlandese Butler di The Stag.

Blaze di Ethan Hawke - domenica 25 novembre alle 22 - Cinema Massimo 1

Ancora un attore che dirige, ancora un’icona indie come Ethan Hawke, da sempre amante della musica, specie quella che scava nel passato e nelle radici di quel Texas da cui proviene. In Blaze racconta di una figura minore, Blaze Foley, attraverso il suo rapporto con una giovane musicista, che ha collaborato alla sceneggiatura. Intenso e impegnativo, a tratti divertente fino a ripercorrere la tragica infelice vita del protagonista.     

Ride di Valerio Mastandrea - martedì 27 novembre alle 19.45 - Cinema Reposi 3

Dopo una giornata di pausa, lunedì, da dedicare al recupero di hangover, o guizzi alcolico culinari, o entrambi, o magari da una rissa No Tav/ Sì Tav, eccoci con uno dei film più attesi del festival, ancora l’esordio di un attore che tutti amiamo molto come Valerio Mastandrea. Progetto naturalmente molto sentito che l’occupa da tempo, Ride è la storia dell’elaborazione del lutto di una donna e del figlio di dieci anni, rimasti vedova e orfano, molto personale e non senza ironia. Risate e lacrime sono previste copiose, e non vediamo l’ora, sperando di salutare un nuovo regista.

Nos Batailles di Guillaume Menez - martedì 27 novembre alle 22.30 - Cinema Reposi 2

Gli organizzatori hanno deciso di mettere a dura prova le nostre coronarie, la sera di martedì, oltre alle scorte di kleenex. Dopo Ride è la volta di Nos batailles, diretto dal belga Guillaume Senez, vincitore qui a Torino nel 2015. Romain Duris è un sindacalista che viene lasciato all’improvviso dalla moglie insieme al figlio e cerca di conciliare il suo impegno per gli altri con la responsabilità di padre. Accoglienza trionfale da (quasi) tutta la critica francese dopo la presentazione alla Semaine di Cannes. 

Incident in a Ghostland di Pascal Laugier - mercoledì 28 novembre alle 19.45 - Cinema Reposi 1

Dopo tante emozioni, ecco un film di genere, nella sezione più dark e folle del festival, After Hours. Si tratta del ritorno del regista di Martyrs in un film che viene definito come un omaggio a H.P. Lovercraft, con la giusta dose di morbosità disturbanti. Una donna e le sue figlie si trasferiscono nella casa antica di una zia, che presto si scoprirà non propriamente indenne da strane presenze e maledizioni che rimandano a una quindicina d’anni prima.

Colette di Wash Westmoreland - giovedì 29 novembre alle 20 - Cinema Massimo 1

Pizzi e corpetti di nuovo a stringere la figura snella di Keira Knightley in questo atteso (e temuto dai detrattori) ritorno dell’attrice britannica nel mondo del cinema in costume. Un biopic che ricostruisce le vicende della scrittrice femminista e anticonformista francese. Ci si aspetta una ricostruzione sfrontata che faccia onore a cotale donna. Dirige il co-regista di Still Alice.

Copia originale - Can You Ever Forgive Me di Marielle Heller - venerdì 30 novembre alle 22.30 - Cinema Reposi 3

Non è certo una figura eroica, quella della protagonista reale di questo altro biopic. Dopo essere caduta in disgrazia, la biografa Lee Israel decise infatti di contraffare delle lettere di scrittori e celebrità decedute per pagare l’affitto. Un personaggio da molti definito respingente che ha fatto subito innamorare la comica Melissa McCarthy, alle prese con la classica sfida per dare una svolta alla sua carriera con un ruolo molto diverso dai soliti. Commedia cinica.

Santiago, Italia di Nanni Moretti - sabato 1 dicembre alle 22 - Cinema Reposi 3

Una lunga gara di resistenza cinefila che si chiuderà in bellezza con uno dei più attesi film del festival, il documentario che segna il primo passo di una nuova direzione per la carriera di Moretti, in attesa di vederlo per la prima volta alle prese con una storia non scritta da lui, l’adattamento di un romanzo. Si tratta di un documentario sul ruolo svolto dalla nostra ambasciata a Santiago nei giorni dell’ignobile golpe che pose fine all’esperienza democratica di Salvador Allende lasciando spazio alla dittatura militare guidata da Pinochet.



Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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