Dopo lo scandalo dei tweet omofobi, Kevin Hart rinuncia alla conduzione degli Oscar

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Dopo lo scandalo dei tweet omofobi, Kevin Hart rinuncia alla conduzione degli Oscar

Neanche il tempo di annunciare (ieri) che Kevin Hart sarebbe stato l'entertainer e presentatore della cerimonia degli Oscar, il prossimo 24 febbraio, che arriva la notizia che l'attore ha rinunciato. O meglio, è stato costretto a farlo dall'indignazione generale che si è creata non appena si è saputo che gli era stato affidato il prestigioso incarico.

Il motivo, al solito, alcuni tweet del passato, di una decina di anni fa, dal tono decisamente omofobico. Ora, è vero che uno stand-up comedian per definizione va giù duro su tutto e tutti, senza stare a guardare alla correttezza politica. Basti pensare a gente come Lenny Bruce e Ricky Gervais, per citarne solo due di epoche diverse. Però le battute di Hart, secondo i media americani e la comunità gay, erano semplicemente di cattivo gusto e non facevano neanche ridere.

Come è già successo a James Gunn prima di lui, Hart ha porto le sue scuse (nel suo caso alla comunità LGBT) anche se inizialmente si era rifiutato di farle. E, come Gunn, ha fatto notare che come essere umano si è evoluto da quello che era un tempo. Sotto i relativi tweet.

Anni fa l'uso dei social, va detto, non era così diffuso e nessuno avrebbe immaginato che gli si sarebbe ritorto contro, ma questi sono i tempi e, giustamente, Kevin Hart ha fatto un passo indietro. 



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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