Una gita a Roma: Claudia Cardinale, Karin Proia e Philippe Leroy presentano il film

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Una gita a Roma: Claudia Cardinale, Karin Proia e Philippe Leroy presentano il film

Ha il titolo di un film degli anni Cinquanta Una gita a Roma, anche se si svolge nel nostro tempo e la sua ambientazione non è esattamente la città da cartolina di tante commedie all’italiana o, per esempio, di un Vacanze romane. E tuttavia, il punto di partenza del primo lungometraggio di Karin Proia è una fascinazione per la nostra capitale simile a quella del regista americano William Wyler o di tanti altri, uno stupore che, nel caso specifico, affonda le radici in un’infanzia trascorsa in provincia e segnata dal desiderio di esplorare, con lo spirito avventuroso di Indiana Jones, la culla del Colosseo e dei Fori Imperiali.

"Per me che vengo da Latina" - ha spiegato la regista durante la conferenza stampa di presentazione film - "Roma è sempre stata un luogo che andava assolutamente visitato, un posto meraviglioso e lontanissimo dal contesto in cui vivevo. Quando sono capitata per la prima volta a Roma, ho cominciato il viaggio di scoperta dalla stazione Termini, perché sono arrivata in treno. Per questo ho voluto soffermarmi sull’arrivo in treno dei bambini e l’impatto con un’umanità brulicante. Se avessi avuto più soldi, avrei descritto meglio quest’allegra follia, mi sarei anche divertita di più. Volevo una regia espressiva, non solo descrittiva".

Storia di due bambini (Francesco e Maria) che si ritrovano a girare soli fra vicoli e monumenti, Una gita a Roma si affida alla freschezza dei giovanissimi Libero Natoli e Francesca Buranelli (figlia di Karin Proia e di Raffaele Buranelli). Per la neoregista, lavorare con due "piccolini" non è stato affatto difficile: "Mi è piaciuto tantissimo dirigere dei bambini, avevamo 11 minori in scena. Dirigere da mamma è più facile e lavorare con mia figlia mi ha fatto sentire subito già a metà dell’opera. Tea è molto portata per la recitazione: lo ha dimostrato fin da piccolissima. Sul set non potevamo stare troppo insieme, e lei un po’ si è dispiaciuta. All’epoca aveva 5 anni e mezzo, ma è cresciuta sui set. Sapeva che, anche se fosse caduto un asteroide, lei avrebbe dovuto continuare imperterrita. Libero, invece, commentava sempre le azioni di Francesco, si dispiaceva perché il personaggio raccontava bugie. Allora gli dicevo: tu, no sei Libero, non sei Francesco, e lui si sbloccava".

Seduto accanto al numeroso cast del film, Libero Natoli aveva l’aria un po’ timida, anche se sorrideva. Si è divertito a recitare e a imparare a conoscere la Cappella Sistina (che il suo personaggio sogna di visitare): "Mi è sembrata molto bella, nel film non ci siamo andati per davvero. L’arte mi piace, anche se non è la mia materia preferita. La mia materia preferita è la matematica".

Timida anche lei (e bellissima), Tea Buranelli ha narrato un buffo aneddoto: "La mia migliore amica un giorno ha visto un pezzetto del trailer di Una gita a Roma. Era spaventatissima e mi ha chiesto: Tea, ma davvero ti sei persa? Le ho detto: no, guarda che dietro la macchina da presa c’era tanta gente che mi teneva compagnia. Stai tranquilla".

Nel loro peregrinare fra le vie del centro storico, Francesco e Maria si imbattono casualmente in un’anziana coppia di fratelli che non si parlano da anni. Sono Jean e Marguerite, costituiscono una sorta di doppio dei due giovani protagonisti e hanno il volto di Claudia Cardinale e Philppe Leroy. Erano presenti anche loro all’incontro stampa e la prima, che ha ammesso di essere un po’ pazza esattamente come il suo personaggio, ha dichiarato orgogliosa di aver fatto più di 100 film e ha spiegato: "Ho accettato subito di partecipare a Una gita a Roma perché il copione era scritto benissimo. Per me la sceneggiatura è sempre la cosa più importante. Il mio è un piccolo ruolo, un’apparizione più che altro. Ho detto di sì a Karin perché amo le opere prime e mi piace lavorare con persone che iniziano, e perché adoro i bambini. Io da piccola ero terribile, una peste, facevo sempre impazzire mio padre prendendo da sola il treno per Cartagine. All’epoca stavamo a Tunisi".

"Sono stato molto orgoglioso di partecipare a questo film" - ha detto invece Leroy - "perché seguire il viaggio di due bambini alla scoperta dell’arte è qualcosa che non si vede mai. Considerate le carenze culturali e intellettuali della nostra gioventù, credo che sarebbe opportuno far vedere il film non solo nelle sale, ma anche nelle scuole".

Attrice di cinema, televisione e teatro, Karin Proia è stata, tanto tempo fa, una delle ragazzine di Non è la Rai, trasmissione inventata da quel Gianni Boncompagni scomparso appena 2 giorni fa: "Mi è dispiaciuto apprendere la notizia della morte di Gianni. Ho partecipato a Non è la Rai per soli 20 giorni, ero giovanissima, ci sono finita per caso. Il programma non era esattamente nelle mie corde. Ho un ottimo ricordo di Boncompagni, era una persona seria e intelligente".

Interpretato anche da Chiara Conti, Raffaele Buranelli, Carlo De Ruggieri, Silvana Bosi, Helmut Hagen e Pietro De Silva, Una gita a Roma è accompagnato dalle musiche di Nicola Piovani e sarà nelle nostre sale a partire dal 4 maggio.



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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