Birds of Passage: la risposta indigena a Narcos arriva al Noir

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Birds of Passage: la risposta indigena a Narcos arriva al Noir

E’ il film che la Colombia ha scelto per concorrere agli Oscar 2019 e la prima collaborazione fra l'esordiente Cristina Gallego e il più famoso Ciro Guerra, che l'ha definito "un film noir, un gangster movie e nello stesso tempo un western, una tragedia greca e un racconto epico alla Gabriel García Márquez". In effetti, Birds of Passage (o Pájaros de verano​) è una summa di generi e insieme una risposta sincera a Narcos e a tutte quelle storie che raccontano, al cinema e in tv, il narcotraffico nella terra di Pablo Escobar. Qui tuttavia non siamo a Medellín​ né a Cali, ma in un villaggio del deserto Guajira abitato da una famiglia indigena Wayuu. Il film ci mostra la sua ascesa durante la cosiddetta Bonanza Marimbera (periodo di fiorente traffico di marijuana fra gli anni '70 e '80) e le lotte intestine che finiscono per dilanairla. A muovere i fili è la matriarca Ursula, guidata dalla sete di denaro e dagli spiriti, prima alleati e poi contrari alla felicità dell'intraprendente Raphayet e dei suoi cari. A interpretare questo personaggio femminile è l'attrice Carmiña Martínez, ospite del Noir in Festival 2018.

Incontriamo Carmiña Martínez in un hotel sul Lago di Como. Per prima cosa ci dice che è felicissima rappresentare Birds of Passage, un film che ha a lungo sognato: "Per me Pájaros de verano​ è stato un film molto importante perché Ursula era un personaggio che aspettavo da un secolo, per un'attrice è raro trovare una donna così complessa, interessante e dotata di una personalità tanto articolata. Mentre aspettavo, ho fatto molte cose: teatro, tv, qualche incursione nel cinema, però attendevo trepidante Ursula, che per me è stata un incontro fondamentale perché la regione in cui si svolge la nostra storia è la mia, io sono nata in quel luogo, che dunque fa parte del mio DNA".

Lei, però, quella regione a un certo punto l'ha abbandonata...
Proprio così: da ragazza ho lasciato il mio villaggio per andare a Bogotà a studiare recitazione, ma avvertivo sempre un forte desiderio di ritornare in quei posti per raccontarli attraverso il mio mestiere di attrice. Le cose che narriamo sono state vissute in prima persona dalle mie nonne, dalle mie zie, dalla mia famiglia. Pájaros de verano​ è una storia ancestrale, il ritratto di un modus vivendi tradizionale che improvvisamente è stato duramente colpito e interrotto da una terribile forza esogena: il narcotraffico.

Ormai siamo bombardati dai film che parlano di narcotraffico, e Pablo Escobar sembra essere diventato una specie di mito, tanto che le magliette con la sua faccia vengono vendute in gran quantità. Cosa pensa di questa idealizzazione?
E’ indubbiamente una moda, che caratterizza la Colombia e tutta l'America Latina, ma non solo. Il fatto è che questi signori sono diventati i padroni di un mercato, di un impero, e in qualche modo, attraverso le serie tv, i film e la letteratura, sono stati resi più belli e più importanti. Pablo Escobar si è messo a capo del cartello di Medellín​ e intorno a lui è nata una vera e propria mitologia, lo hanno trasformato in un eroe, ed è successo anche perché si è comportato come una specie di Robin Hood dell'America Latina. Inizialmente questo ruolo lo ha avuto davvero, perché con i primi guadagni aiutava i poveri. Pablo Escobar ha costruito case e quartieri che hanno indubbiamente migliorato la vita delle persone più indigenti, e ancora oggi, nel giorno del suo compleanno, ci sono colonne di persone che si recano in pellegrinaggio sulla sua tomba a rendergli omaggio. E’ naturale quindi i media abbiano assorbito la devozione che c'è verso questo personaggio e che abbia invaso il cinema. Hanno reso eroe un delinquente, e questo a me non piace.

Nel film c'è una donna al comando, la sua Ursula. Anche nella realtà a dettare legge nella sua comunità è il gentil sesso?
La società Wajuu è una società matriarcale, però reca in sé una grande contraddizione, perché è attraversata anche da un forte maschilismo, per cui l'uomo tende comunque a sopraffare le donne. Ad essere importante è la figura della madre, la madre è vista come un pilastro portante, la madre in quanto madre ha una posizione di primo piano ed è il più importante punto di riferimento, e questa sua caratteristica diventa sempre più evidente con il passare del tempo: le madri e le nonne sono depositarie per eccellenza della saggezza, sono dispensatrici di consigli. La madre, o meglio la matriarca, non fa, non esegue, piuttosto orienta, consiglia, indirizza: se ci pensate è un po’ quello che fanno le madri di tutto il mondo.

Birds of Passage arriverà fortunatamente nelle nostre sale. Succederà nel primo semestre del 2019 e a distribuirlo ci penserà Academy Two. Fra non molto sapremo se concorrerà o meno alla statuetta dorata per il miglior film straniero. Il nostro augurio è che finisca nella favolosa cinquina, perché è un film potente, oltre che una storia mai raccontata carica di simboli e dal giusto sapore primordiale.



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Schede di riferimento
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